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Stùdiare a Ginevra, città universitaria e internazionale

La Villa Clotilde, nel cuore di Ginevra, nelle vicinanze dell'Università, offre un ambiente ideale aIle studentesse desi­derose di condurre a buon fine i loro studi in una città aperta sul mondo.

La Villa Clotilde accoglie una comunità di stu­dentesse (circa 20) in cui sono possibili rela­zioni interpersonali ricche e intense.

La Villa Clotilde è animata da suore Domenicane che si sforzano di dare alla casa uno spirito cristiano, ma studentesse di ogni confessione e religione vi si trovano a loro agio grazie a un clima di reciproco rispetto.

Lo spirito che regna nella Villa Clotilde assicura una serenità e un comfort che favoriscono il benessere e la realizzazione delle studentesse. La cucina è particolarmente apprezzata.

 

Natale 2009: l’arcobaleno nel cuore

Ciò che più ci ricorderà il Natale 2009 a Ginevra, alla Villa Clotilde gestita dalle suore Domenicane (Unione S. Tommaso d’A.di Torino), sarà la bella atmosfera di calore, di allegria, di semplicità e di grande spiritualità che noi, partecipanti alla festa, abbiamo  vissuto e poi condiviso, negli interventi seguiti alle omelie dei nostri due assistenti spirituali: don Massimo e P. Jean Daniel.

Siamo quasi certe di essere le prime nel mondo cristiano, ad unirci al coro degli angeli osannanti nella notte santa, poichè la nostra festa cade nella prima decade di Avvento, prima di disperderci ai quattro angoli del pianeta, essendo il nostro, un pensionato universitario internazionale.

Attese, emozioni, aspettative,interrogativi: questi i sentimenti che ci hanno accompagnato nel cammino verso questa  festa universale, meravigliosa, profondamente umana, partecipata e condivisa da tutte, anche se diverse per provenienza, cultura, lingua e credo religioso.

Un intraprendente gruppetto di ragazze, si è prodigato per animare la liturgia con i canti della tradizione natalizia. Una bella sfida per noi che mai avevamo studiato canto! E’ andata benissimo. Quale sorpresa, stupore e gioia!

Diceva S. Agostino che “cantare è pregare due volte”: tutta la celebrazione ha così assunto, un valore molto profondo, di interesse comune e di intensa bellezza gustata e condivisa.

Riunite nel grande salone intorno al Presepio, è cominciata la nostra “festa” con la Liturgia della Parola.

Le protagoniste della festa, insieme al Bambino del Presepe, siamo state noi: chi ci ha rallegrate con una toccante performance pianistica, chi ha cantato, chi ha proclamato le letture, chi ha realizzato gli addobbi e tutte, invitate da P. Jean Daniel, abbiamo avuto il nostro spazio, per dire che cosa significava trovarsi lì tutte insieme a festeggiare Natale.

E’ stata questa la nostra omelia: una carrellata di pensieri, di riflessioni, di sensazioni, di emozioni che hanno magicamente creato un clima di familiarità, di condivisione, di piacevole e interessante ascolto reciproco, anche per chi diceva di non professare nessun credo.

Dopo le nostre omelie, siamo passate in un luogo ancora più raccolto e affascinante: la cappella.

Dopo la celebrazione della S. Messa ci siamo ritrovate nella sala da pranzo per scambiarci i doni e continuare la festa con  degustazioni, giochi e piacevoli sorprese.

Tornando dalle vacanze ci scopriamo più  legate tra noi e più semplicemente attente le une alle altre, consapevoli che Qualcosa di grande è successo in noi e per noi, a Villa Clotilde  in questo Natale.

Vi chiederete: “Perché avete voluto scriverci?

Perché siamo convinte che con gli Angeli abbiamo cantato e vissuto il fascino del Natale ed ora, con i pastori e come loro, vogliamo condividere con voi, la nostra gioia semplice, profonda di questo nostro bel Natale.